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SILVIO IN CARCERE? Ma quando mai, leggere Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2013


Fino a 48 ore fa, l’arresto di Berlusconi sembrava addirittura imminente, ma dopo il giorno della decadenza tutto rientra e quello che è stato scritto nei giorni scorsi si rivela per quello che è: un grande bluff o se preferite una sceneggiata. Per crederlo, leggete cosa scrive Luigi Ferrarella, vale a dire l’uomo della Procura di Milano al Corriere della Sera


“L’affido ai servi sociali, che il Tribunale di sorveglianza di Milano inizierà ad esaminare in aprile, si esaurirà infatti ben prima che arrivino in Cassazione eventuali future sentenze, tanto più che i 12 mesi teorici diventeranno 10 mesi e mezzo grazie ai 45 giorni di sconto della “liberazione anticipata”. Da non confondere con i “lavori socialmente utili”, l’affidamento in prova ai servizi sociali consisterà nel rispetto di blande prescrizioni accompagnate da qualche ora al giorno di impegno lavorativo nell’ente che l’ex premier sceglierà: non frequentare pregiudicati, non uscire di casa dopo le 11 di sera e prima delle 6 del mattino, non viaggiare all’estero (gli è stato ritirato il passaporto) o di notte, non uscire dalla Lombardia, senza autorizzazione per necessità documentate. Quanto alla revoca dell’indulto a seguito di ulteriori verdetti definitivi, Berlusconi ha sì una condanna di primo grado a un anno per concorso nella rivelazione di segreto dell’intercettazione tra il ds Fassino e Consorte di Unipol, ma quando arriverà in Appello sarà dichiarata già estinta dalla prescrizione nel frattempo maturata due mesi fa. Farà poi appello contro i 7 anni del processo Ruby per concussione e prostituzione minorile, e il secondo grado e la Cassazione non saranno definitivi prima quantomeno del 2015. Le altre pendenze (le indagini di Bari, Napoli e Milano) sono ancora più indietro, tutte appunto nella fase preliminare o al massimo sulla soglia dell’inizio del primo grado”.


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BERLUSCONI IN CASSAZIONE: Le ragioni politiche per una sentenza a lui favorevole
post pubblicato in Diario, il 10 luglio 2013


E’stata la Procura di Milano a fare il complicato calcolo (“conseguente alla lettura di centinaia di pagine di verbale” come dice al Corriere il legale esperto di Cassazione, Titta Madia) in base al quale emergeva che se Berlusconi fosse andato a giudizio in Cassazione in autunno, avrebbe potuto godere del vantaggio di vedersi prescritto una parte del reato. Ieri Luigi Ferrarella del Corriere della Sera, da sempre informato e usato dalla Procura di Milano prima di tutti, poteva così uscire con il titolo in prima pagina e attribuire a  se stesso il calcolo dei giorni. Oggi il presidente della Cassazione Santacroce ha tutte le ragioni per dire che se non fossero intervenuti avrebbero commesso un reato. Bastava il titolo del Corriere per dare seguito all’accorciamento dei tempi e fissare il processo immediatamente.  

Quali sono ora le conseguenze politiche? Cadrà il governo? Ragioniamo con calma partendo dalla domanda che Raffaele Fitto rivolse al Cavaliere circa due settimane fa in una delle ultime riunioni a cui ha partecipato Berlusconi. “Ma lei con Napolitano che accordi ha preso?” Da questo accordo di cui nessuno parla e che naturalmente coinvolge il presidente del Consiglio Enrico Letta si deve partire per comprendere l’appoggio del Pdl al governo e le parole di ieri di Letta “La vita del governo non dipende dalle vicende giudiziarie di Berlusconi” Sono segnali che ci fanno intendere che la vita del governo (atteso ad assolvere impegni appena assunti con l’Europa, a quelli per Expo 2015 e al semestre europeo) è salda e che per durare ha bisogno di una sentenza della Cassazione favorevole a Berlusconi. Se oggi si leggeva il Corriere (vedi Verderami e l’intervista all’avvocato cassazionista Madia), il Sole 24 Ore (la nota di Folli sul perché si sbaglia ad essere così sicuri della condanna al Cav) e La Stampa (Grignetti sullo “spettro interdizione” nelle pagine interne e l’intervista a Casson) si poteva concludere che il 30 luglio Silvio Berlusconi avrà una sentenza favorevole.

I PROCESSI DEL CAVALIERE: I giornali traggono confuse conclusioni politiche
post pubblicato in Diario, il 6 giugno 2013


Le cronache politiche continuano a ripetere che ci sono due date da cerchiare in rosso e che potrebbero (addirittura) mettere in pericolo la vita del governo. Sono legate a due procedimenti giudiziari riguardanti Berlusconi.

Il 19 giugno si pronuncia la Corte Costituzionale sul legittimo impedimento che non è stato fatto valere nel processo d’Appello Mediaset sui diritti televisivi. Scrivono i giornali: se la Cassazione dovesse dare torto al Cavaliere il processo arriverebbe al giudizio definitivo della Suprema corte entro fine anno. A questo punto la condanna sarebbe certa (per quale motivo? E se lo assolvono?) e così scatterebbe l’interdizione dai pubblici uffici che impedirebbe a Berlusconi di ricandidarsi.  Motivo per cui il Cavaliere farebbe cadere il governo a ottobre perché farebbe ancora in tempo a ricandidarsi.

Ragioniamo. Il Cavaliere a 76 anni suonati in campagna elettorale? Magari avendo come competitor il trentottenne Renzi? Volete capirlo o no che quella di febbraio è stata la sua ultima campagna? E ancora: se anche fosse interdetto dai pubblici uffici, potrebbe fare politica come la fa Grillo, senza bisogno di candidarsi. Non tralasciando che l’ultima parola tocca al Senato, responsabile di votare la sua ineleggibilità.

Veniamo alla 24 giugno, quando ci sarà il verdetto sul processo Ruby. Scrivono i giornali, se fosse condannato (e di questo v’è certezza) il governo sarebbe in pericolo. Perché? La sentenza sarebbe uno sfregio alla sua immagine in quanto accusato di sfruttamento della prostituzione. Ergo, il governo cadrebbe. Immagine? Dopo 20 anni di sputtanamento nazionale e internazionale?

E poi si meravigliano che gli italiani non comprano più i giornali


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LA SONDAGGISTA DEL CAVALIERE: Pdl al 15-17%, inutile la lista Silvio, Pd al 28%
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2012


Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi e numero uno di Euromedia Research, intervistata da Il Mattino di oggi.   

“Adesso il Pdl é tra il 15% e il 17%. Non c'è dubbio che si tratta di un partito in grave difficoltà.
Berlusconi non può essere testato solo in relazione ad una ipotetica lista personale: quel che conta é il suo valore all'interno del Popolo delle libertà. Quello conta. E non c'è dubbio che il Cavaliere resta la figura di riferimento, quella che ha preso il maggior numero di voti. Poi su tutte le possibili soluzioni in campo, si vedrà. La partita é aperta. E ancora tutta da giocare.

Grillo resta un fenomeno per così dire borderline perché é vero che é forte il voto del dissenso, ma si pensa che poi alla fine non sia all'altezza della situazione. D'altra parte non é lui il candidato. Piacciono le sue regole finché si deve gridare e si deve dare voce alle ragioni della gente. Ma poi i dubbi sulla fattibilità dei progetti ci sono. Noi comunque lo abbiamo calcolato intorno al 17%. Renzi e Bersani con le primarie del Pd hanno fatto parlare del loro partito. Nel bene e nel male. E non é poco. Il Pd quota a 28% da quando si parla delle primarie''.


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IL CAVALIERE UNIFICATORE: Che Dio lo benedica, che fico
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2009


Giornata storica quella del 25 aprile 2009. A Onna, città martoriata dal terremoto, il mio amatissimo Cavaliere unifica il Paese con un discorso alto e saggio. "Vanno ricordati tutti i caduti" dice e quindi anche quelli di Salò oltre che i partigiani.
A Onna il Cavaliere ha spento l'interruttore dell'antiberlusconismo con il fazzoletto della Brigata Maiella al collo e quindi possiamo cantare con Pino Daniele (tanto anche lui è diventato dei nostri) che Dio lo benedica, che fico.

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IL CAVALIERE RISPARMIOSO: Che stia pensando a uno storico taglio delle tasse?
post pubblicato in Diario, il 3 dicembre 2008


Perchè il Cavaliere che, con il via libera dell'Ue, potrebbe aumentare il debito pubblico italiano
spendendo e spandendo come stanno facendo la Francia e l'Inghilterra non lo fa? Perchè si attacca ai parametri europei e perchè si è ficcato in questa annosa polemica sul raddoppio dell'Iva su Sky? Potrebbe essere che stia risparmiando tutto il possibile, pensando ad uno storico taglio delle tasse, magari dopo le elezioni Europee?

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ECCO LE LISTE DEL CAVALIERE: “IN PARLAMENTO LAVORANO IN 30”
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2008


Ecco le liste dei candidati (tratte dal Giornale di oggi)  dal Popolo della Libertà. E’ interessante notare che il Cavaliere non ha candidato, tra gli altri, Antonio Martusciello e Dario Rivolta. Il primo paga la sua “contaminazione” con gli affari della giunta Bassolino, il secondo le “mattane” di questi anni che lo hanno portato ad avvicinarsi perfino alle Farc. Da notare che nelle liste ci sono parecchi segretari e assistenti, come Gianmoena  (segretario di Baget Bozzo, Moles (di Martino), Serafini (attualmente consigliere regionale lombardo). Ancora una volta Berlusconi conferma la scarsa stima per la classe parlamentare, che nella sua mente serve soprattutto a garantire fedeltà nel sostegno al governo  e perciò la governabilità durante  le mille votazioni in  Parlamento.
Eloquenti le sue stesse parole pronunciate il 29 febbraio 2008: “In Parlamento lavorano in 30 persone. Tutti gli altri devono essere lì, leali e presenti.” Peraltro come si fa a dargli dell’incoerente? La riforma costituzionale bocciata nel referendum del giugno 2006 prevedeva la drastica riduzione dei parlamentari…


VALLE D’AOSTA  - CAMERA
Un solo candidato nel collegio uninominale: è il forzista Giuseppe Gambardella, dirigente dell’agenzia delle entrate della val d’Aosta.

SENATO
Anche per Palazzo Madama c’è un solo nome in corsa, quello di Cleto Benin, presidente di Eurotravel, uno dei più importanti tour operator italiani.

PIEMONTE - CAMERA
Alle spalle di Berlusconi e Fini troviamo, nella prima circoscrizione, i candidati di nomina forzista con in testa l’ex ministro Lucio Stanca, quindi Benedetto Della Vedova, leader dei Riformatori liberali, Caterina Ferrero, consigliere regionale e coordinatrice provinciale di Forza Italia, l’ex sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, Osvaldo Napoli, deputato uscente mentre i nomi presentati da Alleanza nazionale sono quelli di Agostino Ghiglia, coordinatore provinciale, Maria Teresa Siliquini, già sottosegretario all’Università. Nella seconda circoscrizione corrono Guido Crosetto, coordinatore regionale di Forza Italia, Roberto Rosso, già coordinatore regionale e sottosegretario al Lavoro, Gilberto Pichetto Fratin, consigliere regionale e uomo forte di Forza Italia a Biella, Maria Teresa Armosino, ex sottosegretario alle Finanze, Walter Zanetta, Enrico Costa, deputato uscente come Franco Stradella. Gli uomini di Fini sono invece Marco Zacchera, deputato uscente come Gianni Mancuso, segretario provinciale del partito. La new entry è Alessandro Ruben.

SENATO
Capolista sarà Enzo Ghigo, sicuri i nomi dei forzisti Aldo Scarabosio, notaio, alla sua terza candidatura a Palazzo Madama, Lorenzo Piccioni, anche lui al terzo mandato. Alleanza nazionale propone Ugo Martinat, coordinatore regionale, Andrea Fluttero, senatore uscente e il cuneese Beppe Menardi.

LIGURIA CAMERA In «pole position» Claudio Scajola, ex ministro dell’Interno poi dell’Attuazione del programma nel governo Berlusconi. Quarta in lista Fiamma Nirenstein, opinionista del Giornale, dietro di lei Sandro Biasotti ex governatore della Liguria, ora consigliere regionale, Gabriella Mondello, deputato uscente di Forza Italia, Eugenio Minasso deputato e coordinatore regionale di An, Michele Scandroglio omologo di Forza Italia, Roberto Cassinelli avvocato, coordinatore cittadino di Fi a Genova, Alessandro Gianmoena, responsabile nazionale Formazione dei giovani di Forza Italia e collaboratore di Gianni Baget Bozzo, Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia al Comune di Genova, Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, Franco Amadeo, vicepresidente della Provincia di Imperia, Giulia Costigliolo, Alessandro Parino, Maria Grazia Frja, Laura Bestoso.

SENATO
Capolista è Enrico Musso, docente universitario, già candidato sconfitto a sindaco a Genova. Numero due Giorgio Bornacin senatore di An. Seguono Gabriele Boscetto deputato di Forza Italia, avvocato, di Imperia, Franco Orsi consigliere regionale forzista, Luigi Morgillo consigliere regionale di Forza Italia, imprenditore, spezzino, Gianfranco Gadolla imprenditore, presidente Provinciale di An, Roberta Bergamaschi, Fabio Cenerini.

LOMBARDIA CAMERA
Nella prima circoscrizione, dietro ai capilista Berlusconi e Fini il Pdl schiera Ignazio La Russa, uno dei colonnelli di An, Gianfranco Rotondi, leader della Democrazia cristiana per le autonomie, Stefania Craxi, Andrea Ronchi, Mario Valducci, Paolo Romani, Maurizio Lupi, l’europarlamentare di An Cristiana Muscardini, Luigi Casero, Francesco Colucci, Gaetano Pecorella, Valentina Aprea, Paola Frassinetti, Mariella Bocciardo, Elena Centemero, Riccardo De Corato, Giorgio Stracquadanio, Simone Crolla. Nella circoscrizione Lombardia 2, dietro i due leader si candidano l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, la coordinatrice azzurra Maria Stella Gelmini, Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle opere, Mirko Tremaglia, Gregorio Fontana, Stefano Saglia, Antonio Palmieri, Adriano Paroli, Laura Ravetto, Viviana Beccalossi, assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Romele, Giorgio Iannone, Maria Berruti, Domenico Angelucci, editore di «Libero», il giornalista dello stesso quotidiano Renato Farina, Luigi Fabbri, Antonio Verro, Marco Airaghi. Nella circoscrizione 3, sempre alle spalle di Berlusconi e Fini, troviamo Giancarlo Abelli, Massimo Corsaro, Maurizio Bernardo, Chiara Moroni, Andrea Orsini, Carlo Nola, Oscar Rivetti, Giacomo Tiraboschi.

SENATO
Assegnato da tempo il posto di capolista al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, alle sue spalle troviamo le riconferme dei senatori uscenti: da Alfredo Mantica (An) all’ex presidente della Provincia di Milano Ombretta Colli (Forza Italia), da Guido Possa (Forza Italia) ad Alessio Butti (An), da Gianpiero Cantoni (Forza Italia) a Marcello Dell’Utri (Forza Italia). A seguire Mario Mantovani, europarlamentare di Forza Italia, Romano Comincioli (Forza Italia), Antonino Caruso (An) a Luigi Scotti (Forza Italia), Antonio Tomassini (Forza Italia), Giancarlo Serafini, consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Valditara (An), Giacomo Caliendo, presidente dell’associazione dei magistrati tributari, Salvatore Sciascia, ex dirigente Fininvest, Valerio Carrara, senatore uscente di Forza Italia, Alfredo Messina, Pierfrancesco Gamba (An), deputato uscente, Riccardo Conti e Alessandro Gallone (An).

VENETO CAMERA
Nella prima circoscrizione i posti considerati «buoni» sono i primi tredici dopo il ticket Berlusconi-Fini. A occuparli sono Niccolò Ghedini, senatore uscente e legale di fiducia del Cavaliere, Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di An, Aldo Brancher (Forza Italia), Francesco De Luca (Dc per le autonomia), Filippo Ascierto (An), Marino Zorzato (Forza Italia), Lorena Milanato (Forza Italia), Luca Bellotti (An), Giustina Mistrello Destro (Forza Italia), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Giorgio Conte (An), Enrico Hüllweck, ex sindaco di Vicenza (Forza Italia), Vendemiano Sartor, presidente della Confartigianato Veneto. Non ancora sicuri l’imprenditore discografico Gianmarco Mazzi vicino ad An, Luca Moschini (candidato dei Circoli della libertà di Michela Brambilla) e il deputato uscente Giuseppe Fini (Forza Italia). Nella circoscrizione Veneto 2 le candidature «blindate» arrivano al nono posto dopo Berlusconi e Fini. A conquistarle sono stati Renato Brunetta, europarlamentare di Forza Italia, docente universitario e uno degli economisti di riferimento del centrodestra, Adolfo Urso, ex viceministro alle Attività produttive (An), l’assessore regionale Fabio Gava (Forza Italia), Valentino Valentini, da anni interprete di fiducia di Berlusconi nei summit internazionali, Maurizio Paniz (Forza Italia), Catia Polidori, presidente dei giovani imprenditori della Confapi, Ettore Riello, presidente e amministratore delegato del Gruppo Riello, l’ex deputato di Forza Italia Michele Zuin, Pieralfonso Fratta Pasini. Dovranno sudarsi il seggio Luca Sbardella, Annalisa Andretta, Letizia Ortica, l’ex deputato di Forza Italia Lucio Leonardelli.

SENATO
Capolista è il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Dietro di lui le caselle a garanzia d’elezione sono occupate da Luigi Ramponi (An), Elisabetta Casellati (Forza Italia), Maurizio Sacconi (Forza Italia), Maurizio Sala (An), Paolo Scarpa Bonazza Buora (Forza Italia), Cinzia Bonfrisco (Forza Italia), il direttore della Fiera di Vicenza Maurizio Castro, vicino ad An, Piero Longo, penalista e uno degli avvocati di fiducia di Berlusconi, l’imprenditore rodigino Mauro Mainardi, il senatore uscente Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e il deputato uscente Cesare Campa (Forza Italia).


TRENTINO ALTO ADIGE CAMERA
Prima alla Camera tra i monti dell’Alto Adige e del Trentino sarà la campionessa olimpica di sci Manuela Di Centa, deputata uscente di Forza Italia. Dietro di lei Giorgio Holzmann, deputato altoatesino di An. Poi Maurizio Del Tenno, considerato un pò il «Colaninno» del Pdl: presidente nazionale dei giovani di Confartigianato, imprenditore di Sondrio nel settore immobiliare e vicepresidente dei Circoli della libertà. In quarta posizione Mario Malossini (Forza Italia). Più defilato Alberto Berger.

SENATO - Candidato nel collegio senatoriale uninominale di Trento sarà Sergio Divina, senatore uscente, leghista; in Valsugana il Pdl schiera Giacomo Santini ex telecronista Rai, Forza Italia; a Rovereto Cristano De Eccher di An; candidati a Bolzano dovrebbero essere Maurizio Vezzali, Patrizia Ancilla Orio e Giuseppe Bellomo (tutti e tre di Forza Italia).

FRIULI CAMERA Il vicepresidente della Commissione europea ed ex (ma forse anche futuro) ministro degli Esteri Franco Frattini sarà il capolista del Pdl in Friuli Venezia Giulia. Si sposta dal Senato alla Camera l’ex sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione, che in caso di vittoria potrebbe seguire Frattini alla Farnesina. Posto blindato anche per il coordinatore regionale azzurro Isidoro Gottardo che lascia la regione per entrare a Montecitorio. In lista al posto numero sette Forza Italia ha schierato invece uno dei due ex leghisti passati col Cavaliere, Albertino Gabana. L’altro, Marco Pottino, guadagna l’ottavo posto e dovrebbe figurare come il primo dei non eletti. In quota ad An entrano invece i due deputati uscenti, Roberto Menia e Manlio Contento. A completare la lista infine la giovanissima Ilia Franzin, ventottenne di Maniago, l’assessore tarvisiano Francesca Comello e il goriziano Fabio Gentile.

SENATO
Per la corsa a palazzo Madama il Popolo della Libertà ha scelto di inserire in testa di lista tre candidati blindati in ordine alfabetico: Giulio Camber, Giovanni Collino e Ferruccio Saro. Il quarto posto, assegnato a Vanni Lenna, non è certo.

EMILIA ROMAGNA CAMERA
Sale sul podio al terzo posto garantito Michela Vittoria Brambilla, catapultata dalla lista della Lombardia. Poi l’ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi e Tommaso Foti di Alleanza Nazionale. E ancora il giornalista Giancarlo Mazzuca, direttore del Quotidiano Nazionale. L’azzurro Fabio Garagnani, l’imprenditore Enzo Raisi per An e Giorgio Lainati per Fi. In ottima posizione l’avvocato Anna Maria Bernini, già nota alle cronache perché assiste legalmente la vedova di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani. Transfuga dall’Udc, Emerenzio Barbieri. Sospinti a fondo lista, immeritatamente, l’infaticabile Isabella Bertolini, l’ex sindacalista Giuliano Cazzola e il giornalista Giovanni Mottola.

SENATO
Capolista un altro transfuga dall’Udc, Carlo Giovanardi, ex ministro per i Rapporti col Parlamento e berlusconiano doc. Poi Filippo Berselli,An, ex sottosegretario alla Difesa ed esperto del tema immigrazione. Giampaolo Bettamio per Forza Italia ex sottosegretario agli Esteri. L’avvocato Alberto Balboni, ancora An.L’azzurra Laura Bianconi, impegnata per i diritti dell’infanzia nella precedente legislatura. Massimo Palmizio, Fi e infine, in una posizione che ha scarse possibilità di arrivare in parlamento, Maria Ida Germontani per An.

TOSCANA - CAMERA
Corrono per la Camera Paolo Bonaiuti, fiorentino, portavoce di Silvio Berlusconi (se ne parla come di un possibile candidato anche a sindaco di Firenze nel 2009), Elio Vito (capogruppo alla Camera di Forza Italia), Denis Verdini (coordinatore regionale di Fi), Riccardo Migliori (coordinatore toscano di An) Marco Martinelli (parlamentare uscente di An). In buona posizione tre candidate: la ex responsabile Marketing della Rai, Deborah Bergamini, il sindaco di Castiglione della Pescaia Monica Faenzi e Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia, già eletta nel 2006 nelle liste toscane di An. Più indietro Massimo Parisi, vicecoordinatore regionale di Fi, Gabriele Toccafondi, vicecapogruppo di Fi al Comune di Firenze, Maurizio Bianconi, consigliere regionale di An, Riccardo Mazzoni, direttore del Giornale della Toscana, Roberto Tortoli, ex sottosegretario all’Ambiente.

SENATO
Capolista l’ex ministro dell'Ambiente e capogruppo di An al Senato Altero Matteoli. Dietro di lui il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, toscano di Fivizzano, Gaetano Quagliariello, Franco Mugnai (grossetano senatore uscente di An), Paolo Amato (senatore fiorentino di Forza Italia) Achille Totano (giovane senatore uscente di An), Massimo Baldini (ex sottosegretario alle Comunicazioni). In posizione meno facile Lucio Barani (parlamentare uscente del Nuovo Psi), e Franco Banchi (ex Udc, ora Popolari Liberali).

UMBRIA CAMERA
Il Pdl candida l’ex comandante della Guardia di Finanza, il generale Roberto Speciale, rimosso dal suo incarico dal viceministro Vincenzo Visco e poi reintegrato dal Tar del lazio con conseguente bufera di polemiche e sue dimissioni finali. Poi il consigliere regionale di An Pietro Laffranco, il coordinatore regionale di Forza Italia, Luciano Rossi.

SENATO
Capolista il senatore di Forza Italia, Franco Asciutti, di Perugia ex presidente della Commissione Istruzione del Senato ed esperto di problematiche scolastiche. Poi da Alleanza Nazionale. Domenico Benedetti Valentini, avvocato di Spoleto. La consigliera regionale di Forza Italia, Ada Spadoni Urbani, anche lei nata a Spoleto. Infine Dario Guardalben, capogruppo al consiglio comunale di Terni.

MARCHE CAMERA
Dopo Berlusconi e Fini sono candidati il leader repubblicano Giorgio La Malfa, il coordinatore regionale di Forza Italia Remigio Ceroni, Carlo Ciccioli, Ignazio Abrignani, commissario liquidatore della Compagnia Italiana Turismo già candidato di Forza Italia nel 2001 e nel 2006. Saranno candidati anche Licia Ronzulli, medico fisioterapista, Simone Baldelli, deputato uscente di Forza Italia, Claudio Barbaro, presidente dell’Associazione sportiva italiana e membro dell’esecutivo del Coni.
SENATO
Capolista sarà Mario Baldassarri, economista, di An, nato a Macerata, laureato ad Ancona, ex viceministro dell’Economia del governo Berlusconi. Dietro di lui Francesco Casoli, senatore di Forza Italia, anconetano, Salvatore Piscitelli, Giulio Conti, deputato uscente di An, Francesco Massi, consigliere regionale ex Udc.

LAZIO CAMERA
Nel collegio Lazio 1 il Pdl punta su Gianni Alemanno e Fabrizio Cicchitto come capolista. Dopo di loro Beatrice Lorenzin; Luciano Pescante e il leader della protesta dei tassisti romani Loreno Bittarelli. Nel collegio Lazio 2, dopo i capolista Berlusconi, figurano Rocco Crimi; Giorgia Meloni; la ex portavoce del Family Day, Eugenia Roccella; il combattivo parlamentare di An, Fabio Rampelli; Gianfranco Conte; Cosimo Ventucci; Francesco Aracri; Giulio Marini; Antonello Iannarilli; Angelo Santori; Giuseppe Mochi; Giovanni Crescenzi e Fabio De Angelis.

SENATO
Capolista l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, seguito da Maurizio Gasparri, già designato come futuro presidente del gruppo unico a Palazzo Madama. Terzo nella lista è Lamberto Dini seguito dall’ex sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi. Al quarto posto un altro big, come il senatore Mauro Cutrufo, indicato dal Pdl come vicesindaco a Roma. E ancora: Andrea Augello; Giuseppe Ciarrapico in undicesima posizione, Domenico Gramazio, il sindaco di Anzio, Candido De Angelis e il consigliere regionale di Forza Italia, Stefano De Lillo.

ABRUZZO CAMERA
Subito dopo i due leader Berlusconi e Fini la candidatura forte di Maurizio Scelli, l’ex commissario straordinario della Croce Rossa italiana. Carla Castellani, medico ed esperta di problematiche dell’infanzia, per Alleanza nazionale. L’azzurro Sabatino Aracu; l’imprenditrice Paola Pelino di Sulmona, Fi; Marcello De Angelis, An; Daniele Toto, nipote del fondatore della linea aerea Airone; Giovanni Dell’Elce, ex sottosegretario alle Attività Produttive, Fi. E poi ancora Lorenzo Sospiri, ex presidente provinciale di An. Giuseppe Stanziale, vice coordinatore regionale di Forza Italia. Per An Etelwardo Sigismondi.

SENATO
Capolista il coordinatore regionale di Forza Italia, Andrea Pastore e subito dopo il coordinatore di An, Fabrizio Di Stefano. Seguono l’imprenditore, Filippo Piccone e il consigliere regionale, Paolo Tancredi, entrambi per Forza Italia. Gianfranco Giuliante, presidente provinciale di An, Patrizio Stornelli, medico di Avezzano, e Daniela Arcieri sempre per An.

MOLISE CAMERA
Nel Molise i capolista fanno eccezione alla regola. Dopo Silvio Berlusconi, infatti, non c’è Gianfranco Fini bensì la giovane larinese Sabrina De Camillis, capogruppo di Forza Italia alla Regione. Per An ci sarà invece Quintino Pallante, primo dei non eletti in regione. Essendo una regione poco popolosa, le liste sono ridotte all’osso. E i posti utili sono quello del capogruppo e, forse, quello del numero due in lista. Alla prova dei fatti non è tornato sulla scena Michele Iorio di cui si era ipotizzato un ritorno in Parlamento.

SENATO
Il Molise elegge due senatori, e visti i quozienti che bisogna ottenere, normalmente i seggi finiscono per essere assegnati uno al centrodestra e uno al centrosinistra. Quindi in pole-position c’è il capolista Ulisse Di Giacomo, medico-cardiologo, assessore alle Politiche per la Salute in Regione e coordinatore regionale di Forza Italia, seguito dal senatore uscente Gino Di Bartolomeo, già presidente della Regione.

CAMPANIA CAMERA
Nella circoscrizione Campania 1 dopo Berlusconi e Fini, nel posto d’onore dove avrebbe dovuto essere piazzato Antonio D’Amato figura il segretario del Nuovo Psi, Stefano Caldoro, seguito da Alessandra Mussolini; Italo Bocchino. Al quattordicesimo posto c’è Amedeo Laboccetta e al diciannovesimo il paracadutista e medaglia d’oro al valor militare, Gianfranco Paglia. In Campania 2 c’è Mara Carfagna, seguita da Nicola Cosentino e Mario Landolfi. Subito dopo il sesto nominativo è quello di Giancarlo Lehner, al settimo posto l’avvocato Nunzia De Girolamo, seguita da Edmondo Cirielli. In lista anche Michaela Biancofiore e Gennaro Malgieri.

SENATO
Per Palazzo Madama la capolista è l’ex governatrice di Nassiriya e inviata nel Darfur, Barbara Contini, oggi anche responsabile di Forza Italia per gli Italiani nel mondo. Dopo questa prestigiosa new entry c’è il senatore beneventano Pasquale Viespoli; il senatore di Forza Italia Pasquale Giuliano; il medico ed ex assessore alla Regione, Raffaele Calabrò. Sempre in Campania sono candidati Sergio De Gregorio, Vincenzo Nespoli e la giornalista del Tg1, moglie di Emilio Fede, Diana De Feo.

PUGLIA CAMERA
L’ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto, per Forza Italia. Al quarto posto il senatore di An, Alfredo Mantovano, ex sottosegretario all’Interno ed esperto delle problematiche legate ai flussi migratori. Per Fi Antonio Leone, l’avvocato Donato Bruno; Luigi Vitali. Per An, Antonio Bonfiglio. Poi Pietro Franzoso e Andrea Lazzoni, Fi. L’industriale Francesco Divella, An, Simeone Di Cagno Abbrescia, ex sindaco di Bari, e Gabriella Carlucci per Fi. Italo Tanoni, un diniano. Carmine Patarino, An, Vincenzo Barba imprenditore, Fi, la presidentessa dell’associazione donne marocchine Souad Sbai An. Peppino Calderisi, Barbara Mannucci che copre il fronte dei giovani di Forza Italia. Infine Luca D’Alessandro, giornalista e capo ufficio stampa di Forza Italia.

SENATO
Capolista per An, Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce. Subito dopo Antonio Azzollini per Forza Italia. Giorgio Costa, Fi, ex sottosegretario alla Difesa. Carmelo Morra, l’imprenditore Francesco Maria Amoruso per An e l’imprenditore Pasquale Nessa Fi il senatore Salvatore Mazzaracchio di Forza Italia per An il consiglire regionale Michele Saccomanno. Luigi Grillo per Fi; Luigi Lettieri D’Ambrosio, presidente dell’Ordine dei Farmacisti regionale e Cosimo Gallo.

BASILICATA CAMERA
Dopo la coppia leader c’è il «Gianni Letta» di An, Donato Lamorte, storico consigliere di Fini. Lamorte è seguito da Vincenzo Taddei, già senatore di Forza Italia ed ex coordinatore regionale. Quinto posto per Giuseppe Moles, segretario particolare di Antonio Martino alla Difesa durante il governo Berlusconi e infine Mariano Pici, medico chirurgo.

SENATO
Primo della lista è il coordinatore regionale di Forza Italia e senatore, Guido Viceconte, al secondo posto il coordinatore di An, Egidio Digilio, al terzo il capogruppo di Forza Italia alla Regione Cosimo Latronico, a seguire Nicola Pagliuca, consigliere regionale di Forza Italia, poi il consigliere provinciale di Matera, sempre di Forza Italia, Paolo Castelluccio, e infine Lella Ferro, professoressa.

CALABRIA CAMERA
Per tentare di vincere in Calabria, il Popolo delle libertà mette in campo alcuni nomi pesanti. Dopo Berlusconi e Fini c’è l’imprenditore della moda, Santo Versace, seguito da Francesco Nucara segretario nazionale del Pri e dal coordinatore regionale di An, Giovanni Dima. Segue Giancarlo Pittelli (Fi) che ritorna alla Camera dopo una legislatura al Senato; Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario. E poi Iole Santelli e la componente dell’ Antimafia, Angela Napoli. A seguire Pino Galati strappato» all’Udc e Ida D’Ippolito parlamentare di Forza Italia.

SENATO
Per Palazzo Madama è confermato capolista Francesco Nitto Palma (Fi) che dalla Lombardia arriva in Calabria, seguito da Giuseppe Valentino (An) e Antonio Gentile (Fi). Dopo di loro Vincenzo Speziali, industriale del cemento molto vicino a Marcello Dell’Utri, candidato in quota azzurra. E poi ancora: Francesco Bevilacqua (An) che rientra dopo una legislatura di fermo. E Mario Caligiuri che, come sindaco di Soveria Mannelli dal 1985 al 2004, ha fatto diventare il suo comune quello più informatizzato d’Europa. Una candidatura per la quale si è mossa anche la società civile.

SICILIA CAMERA
Per la Sicilia occidentale in terza posizione Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Regionale poi il coordinatore regionale Angelino Alfano, entrambi provenienti da Forza Italia. Per Alleanza Nazionale c’è Giuseppe Scalia seguito da altri due esponenti azzurri: Enrico La Loggia e Pippo Fallica. In posizione privilegiata l’assessore al turismo della regione, Dore Misuraca, marito di Barbara Cittadini e dunque genero di Ettore Cittadini, ex assessore alla sanità. Subito dopo di nuovo An con Antonino Lopresti seguito da Gaspare Giudice. Per la Sicilia orientale l’ex ministro della Difesa, Antonio Martino, An, l’ex ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, Fi. Poi Carmelo Briguglio e Domenico Arezzo, entrambi An.

SENATO
L’azzurro Renato Schifani guida la lista Pdl. Poi Domenico Nania per An e il professor Carlo Vizzini, Fi. Tra i sicuramente eletti nelle posizioni alte della lista Giuseppe Firrarello, Antonio D’Alì, sottosegretario al ministero dell’Interno con il governo Berlusconi. Poi il magistrato Roberto Centaro, il Lumìa del centrodestra, seguito da Mario Francesco Ferrara, Salvo Fleres, Raffaele Stancanelli e, finalmente una donna, Simona Vicari, ex sindaco di Cefalù e unica donna presente nell’assemblea regionale.


SARDEGNA CAMERA
Due anni fa Forza Italia e An ottennero sei posti a Montecitorio. Questa volta i sondaggi indicano che non dovrebbe essere difficile per il Pdl arrivare a quota otto, mentre il nono e il decimo posto scatterebbero solo in virtù di una vittoria netta. La formazione alla Camera vede, dopo Berlusconi e Fini, l’ex presidente della Regione, Mauro Pili; Bruno Murgia (da An); Salvatore Cicu; Giuseppe Cossiga; Carmelo Porcu; Piero Testoni; il sindaco di Olbia Settimo Nizzi; l’attore Luca Barbareschi; Paolo Vella; Giovanni Marras; Ada Lai; Maddalena Calia; Antonella Sedda; Ida Sarrizu; Sisinnio Piras e Davide Billai.

SENATO Nella lista per Palazzo Madama scontate le conferme di Beppe Pisanu come capolista e degli uscenti Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda e Fedele Sanciu. Al quarto posto entra, però, il segretario del sindacato autonomo di Polizia, Fillippo Saltamartini. Gli altri nomi (a rischio) sono quelli di Silvestro Ladu, già consigliere regionale nel gruppo Fortza Paris; Battista Corda, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale di Nuoro; la dirigente comunale Ada Granata e Anna Casula.


 


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PARTITO O MOVIMENTO? FORZA ITALIA ALLA PROVA NELL'OPERAZIONE RACCOLTA FONDI MADE IN USA
post pubblicato in Diario, il 6 novembre 2007


Telefonate nelle sedi di Forza Italia di azzurri delusi perchè la manifestazione del 2 dicembre non si farà. In cambio il partito del Cavaliere organizza una tre giorni di raccolta firme online (sul sito www.rivotiamo.it) e nei gazebo allestiti in tutta Italia il 16/17 e 18 novembre.
Gli organizzatori dell'operazione, Bondi e tal Verdini, chiederanno almeno un euro di contribuzione ai simpatizzanti di Forza Italia. L'ibrido partito-movimento si realizza così e l'idea di destinare un eurino al partito del miliardario Berlusconi per " votare subito " non mi dispiace affatto.
Non si era detto che i limiti di Forza Italia stavano proprio nel "ghe pensi mi" del Dottore? E questa non è dopo tutto un'operazione di found rising made in Usa? Certo è solo una prova ed ecco perchè il Cavaliere sta alla finestra a vedere l'effetto che fa. E voi cosa ne pensate?  

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CLAMOROSO A OTTO E MEZZO: FASSINO SDOGANA IL CAVALIERE
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2007


La puntata di ieri sera di Otto e mezzo alla quale partecipava l’ormai ex segretario Ds Piero Fassino, passerà alla storia come quella in cui la sinistra ha sdoganato il suo nemico Silvio Berlusconi. All’Armeni che gli chiedeva se fosse offensivo definire Veltroni il Berlusconi della sinistra, Fassino non ha avuto alcun dubbio nel risponderle di no, aggiungendo che anche la sinistra usa la moderna comunicazione di massa senza sentirsi in dovere di giustificarsi.
Così dicendo, Fassino ha cancellato 13 anni di contumelie nei confronti del Cavaliere accusato dalla sinistra di usare la comunicazione come sostituto della politica.

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LEGGENDO IL CORRIERE: I LAVAVETRI E LE "COLPE" DEL CAVALIERE
post pubblicato in Diario, il 31 agosto 2007


Il Corriere della Sera dovrebbe spiegare ai suoi lettori che la cosiddetta emergenza lavavetri è direttamente collegata alla politica sulla sicurezza e l’immigrazione che coinvolge la cancellazione della legge Bossi-Fini sostituita dalla legge Amato-Ferrero. Non lo fa e la questione lavavetri, al suo terzo giorno in prima pagina, diventa sempre meno un problema di ordine pubblico e di sicurezza e sempre più il solito problema di costume del quale da domani non si parlerà più.

Il lettore assorbi tutto del Corriere, da un paio di giorni con la rubrica di Severgnini e l’editoriale di oggi di Panebianco vede ripetersi che il problema del centrodestra è la leadership di Silvio Berlusconi a causa della  quale non solo non ci sono intellettuali nel suo schieramento ma è la colpa delle mancate riforme liberali dopo 5 anni di governo.

Panebianco scrive che ci vorrebbe un Sarkozy al posto di Berlusconi ma finge di non ricordare che proprio gli editoriali del suo giornale ora a sostegno di Casini ora a far da sponda a Fini, causarono le dimissioni di Tremonti da ministro dell’Economia e inflissero un colpo durissimo alla stagione delle riforme liberiste che il Cavaliere invocava ma che il Corrierone non voleva perché colpivano gli interessi di Rcs e di Confindustria. Do you remember? 

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permalink | inviato da tonio il 31/8/2007 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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